Rieccomi qui, dopo quasi sette anni, a rispolverare questo mio vecchio blog.
Mi sono ricordata di "lui" all'improvviso, quasi che fosse un amico d'infanzia, e della sensazione di libertà che mi donava scrivere sulle sue pagine virtuali.
Sette anni sono tanti, sarò caduta vittima anch'io della famigerata crisi del settimo anno? Se è così a me è venuta al contrario!!
Sempre più spesso mi capita di affrontare i tipici discorsi della mezza età con le mie simpatiche vicine di casa: difficoltà quotidiane, malanni, cani... cose così, a chi non capita, e sempre più spesso mi ritrovo a farmi dei seri esami di coscienza.
Dove sono arrivata alla veneranda età di trentaquattro anni?
Il mondo social c'impone di essere sempre al top: bellezza, viaggi, amicizie, famiglia... sì, va beh, e le persone normali, dico io? Dove mi hanno portato questi anni dall'adolescenza fatta di sogni all'età adulta, fatta di bollette?
Tutto ciò che so, al momento, è ciò che non sono diventata.
Non sono diventata una musicista, non sono diventata una laureata con un lavoro interessante, non sono ancora diventata moglie né madre, non sono di certo diventata ricca né famosa, non sono nemmeno diventata uno schianto di donna.
Quindi? Pensate che mi stia piangendo addosso? Non se ne parla neanche!
Sono sempre stata una persona fondamentalmente positiva, nonostante i dolori che la vita mi ha imposto, e questo mio tratto si rifiuta di arrendersi a ciò che non sono diventata.
Essere positivi non deve significare esserlo a tutti i costi, rinchiudere i problemi e i dispiaceri fuori della porta e dimenticarsene ( anche perché loro non si dimenticheranno di voi ^^') ma affrontare le proprie sconfitte e trarne comunque un insegnamento positivo.
Trovo che vedere solo il lato negativo delle cose sia ingiusto non solo nei nostri riguardi, ma anche in quelli di coloro che ci stanno vicini e ci sostengono. Perché ci sono, anche se magari li date per scontati e non li apprezzate come meriterebbero richiudendovi egoisticamente nella vostra bolla di autocommiserazione.
La perdita di mio padre mi ha causato un dolore immenso, una ferita che non potrà mai rimarginarsi ma non posso e non voglio ignorare che questa via che il destino mi ha costretta ad imboccare mi ha portata a conoscere delle persone straordinarie che ora fanno parte stabile della mia vita. Nuovi famigliari e finalmente l'amore, ma anche la perdita di persone che ritenevo fratelli e hanno concluso il loro viaggio mia storia.
Tutto ciò che non sono diventata è sotto ai miei occhi: ho affrontato la delusione dei miei sogni irrealizzati, ma ho anche trovato la positività per cambiare i miei obiettivi e per cercare sempre, nel mio piccolo, di realizzare quanti più desideri la mia mente inarrestabile riuscirà a sognare.
Sono tornata, caro blog, diamo ancora voce a questa Disperata insieme. <3
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