giovedì 20 febbraio 2020

I sogni, quelli belli...

Nello scorso articolo ho parlato di come dovremmo provare ad accettare le sconfitte in cui incappiamo nel corso della nostra vita senza, però, farne un dramma ma cercando di trarne un insegnamento positivo che possa aiutare a migliorarci.
Oggi vorrei parlare delle vittorie, quelle belle, quelle che c'inorgogliscono e riescono a farci camminare tre metri sopra il cielo (viva la cultura pop anni '90-'00).

Alzi la mano chi, da bambino, ha sognato di cambiare il mondo.
La vedete quella tipa in prima fila con entrambe le mani sollevate? Ecco, quella sono io.
Ho sognato, da bambina, l'impossibile: vivevo in un mondo tutto mio fatto di principesse, cristalli di luna e di un destino superiore che, di certo, un giorno si sarebbe avverato. Il tempo, e la vita, hanno drasticamente ridimensionato questi miei fantasiosi desideri donandomi altri sogni più terreni e decisamente realizzabili: ecco quindi, dopo tutto ciò che non sono diventata, tutto ciò che ho potuto realizzare.
Ho sognato viaggi on the road in macchina con i miei amici, ho sognato un'epica esperienza in solitaria in Scozia, ho sognato di poter diventare violinista, ho sognato di vivere in una casa tutta mia, ho sognato di pubblicare il romanzo fantasy che scrissi alle superiori, ho sognato di trovare finalmente l'amore.
Ho sognato? Naaaah, tutto questo l'ho realizzato!

Scrivere di tutti questi miei sogni realizzati in un unico post non renderebbe loro giustizia e trasformerebbe questo post nella Divina Commedia, quindi li affronterò con calma uno ad uno.

Ho sempre amato la scrittura, fin da bambina, realizzando la mia prima storia all'età di nove anni (un viaggio intergalattico verso il pianeta dei pappagalli Pappagallandia dove io, in qualità di ambasciatrice terrestre, dovevo risolvere un indovinello del Capo Supremo Pappagallo per vincere la banana pappagallistica, segno di pace tra le nostre due razze) per poi continuare nel corso degli anni a scrivere di storie fantasiose che hanno trovato il loro apice in Resurrection, un romanzo fantasy ambientato nella Scozia del Medioevo. 
Dopo anni dalla sua conclusione decisi di trascrivere le milletrecentottanta pagine vergate a mano sul computer, apportare delle significative modifiche e provare a mandare la prima parte ad alcune case editrici.
Con mia somma sorpresa una di loro rispose e accettò di pubblicare il mio libro!
Ricordo ancora quale fu la mia prima reazione: scoppiai in un pianto a dirotto. Non per la felicità di aver realizzato questo mio sogno, ma perché mio padre non era presente e non avrebbe potuto assistere alla mia prima, vera vittoria. 
Fino ad allora sentivo di non aver realizzato nulla d'importante nella mia vita: non mi ero diplomata o laureata, non ero moglie né madre, non eccellevo in nessuna disciplina particolare; non ritenevo, insomma, di aver dato modo ai miei genitori di essere fieri di me. Ma quella e-mail nella quale la casa editrice accettava il mio libro e mi proponeva un contratto era la dimostrazione che anche io sapevo fare qualcosa di buono!
Piansi lacrime amare, quel giorno, anche quelle che fino ad allora avevo trattenuto per sembrare forte e non lasciarmi andare alla disperazione: mi sentii davvero sola e pensai che il mondo fosse terribilmente ingiusto.
Il libro venne pubblicato da una piccola casa editrice e lo si può ancora trovare online o ordinare in qualsiasi libreria; non mi ha resa ricca né famosa, ammetto i miei limiti, tuttavia è stata una piccola, grande vittoria perché anche dopo la mia morte quel libro esisterà e racconterà una storia che è nata dalla mia mente e dal mio cuore.
Questo è il potere della scrittura: è un lascito per le generazioni future che potranno così conoscerci anche quando i nostri corpi saranno diventati cenere. Generare emozioni, sia positive che negative, è un potere straordinario che può aiutare gli altri a riflettere sui propri sentimenti o a trovare la propria strada. Devo ringraziare i centinaia di libri che ho letto per questa mia passione, per le idee che mi hanno dato e per avermi dato il coraggio di scrivere la mia storia; quando qualcuno mi chiede perché ho deciso di scrivere un libro la mia risposta è sempre la stessa: perchè, infondo, non ero soddisfatta di quello che leggevo. 
C'era sempre un qualcosa che non mi convinceva, come l'idea che il bene trionfasse sempre oppure poca coerenza tra gli eventi; a volte era una scarsa empatia con i personaggi, oppure certe scelte a mio parere illogiche. Così decisi di scrivere una storia che seguisse i miei gusti, ed è ciò che ho fatto.

Questo è stato uno dei miei sogni realizzati, nel magico 2015, anno che mi vide rinascere dopo un periodo di chiusura e buio a seguito della morte di mio padre. Nel prossimo post vi parlerò di quella terra magica che mi ha rubato il cuore: la Scozia.
 Allego qui sotto il link Amazon del mio libro, come prova innegabile del mio piccolo, grande sogno che si è avverato ;)




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