domenica 26 agosto 2012

Perché non fidarsi delle apparenze

Che dire, chi di noi non ha mai sognato che i nostri desideri si avverino?
Di provare quel piccolo, potente fremito dietro la nuca, di sentirlo scendere lungo la spina dorsale e di colmarci col suo effetto benefico?
Perché non sempre possiamo dire ad alta voce quello che vorremmo che accadesse; spesso riteniamo che sia sconveniente farlo, che la gente ci giudicherebbe male o che le persone care possano farsi un'idea sbagliata (e le idee sbagliate hanno rovinato il mondo), quindi ce li teniamo dentro, sperando contro ogni logica o buonsenso che si avverino.
E poi, d'improvviso, ecco che il miracolo accade: una parola, un'azione, un qualcosa che scatena il fremito di cui sopra citato e tutto diventa prima nero e poi splendente: "Cazzo, ce l'ho fatta!" il primo pensiero che solitamente accompagna queste emozioni divine.
Ci beiamo in questo attimo di infinito, nel quale ci sentiamo onnipotenti e abbiamo la netta sensazione che la vita sia rosa in stile What a Wonderful World.

Ecco. Momento passato. Torniamo alla realtà.

La realtà è che la maggior parte delle volte siamo così desiderosi di ottenere quel che desideriamo da non renderci conto che non ci voleva un miracolo per ottenerlo, no, ci voleva direttamente una congiunzione astrale. Il che, diciamocelo, non capita molto spesso.
Quindi, miei cari amici, fate ATTENZIONE quando ottenete esattamente ciò che desiderate; non per le conseguenze che potrebbe avere sulla vostra vita o su quelle degli altri ma per il fatto che la gioia potrebbe indurvi a non vedere l'ovvietà: VI HANNO FREGATO, era troppo bello per essere vero.

Pace, sarà per il prossimo desiderio, io intanto terrò d'occhio le congiunzioni astrali!! ;)

Miky


#desideri #realtà #sogni #speranza #vita

sabato 25 agosto 2012

La Disperata

Il primo pensiero non può che essere per te, Papi.

Tu, che hai fatto della Disperata il tuo cavallo di battaglia, che nel suonarla mettevi corpo e anima e che l'hai voluta fino al tuo ultimo viaggio.
La Disperata è per te, anche questo blog è per te, perché spero che in qualche modo tu possa leggerlo da lassù e riderne.

Chiaramente sto facendo casino, quindi è meglio che mi spieghi:
La Disperata è una canzone, una polka che mio padre suonava quando era giovane e faceva parte di un'orchestra di liscio, laggiù nel lontano Veneto, in mezzo ai campi di granturco e al Po.
Di tutte le canzoni che suonava, quella era la sua preferita ed era anche la mia perché quando la suonava sembrava che il sax ridesse; era una melodia veloce e "stupida" ma che metteva un sacco allegria, una melodia che rendeva perfettamente l'immagine di mio padre.

La Disperata rappresenta un'intera epoca, agli occhi miei e della mia famiglia; un'epoca in cui tutto era possibile, in cui si era giovani e spensierati ed è questo lo stile con cui voglio affrontare questa avventura del Blog.
C'è sempre un'altra via. Noi la troveremo.
Miky.


Perché un blog?

Me lo sono domandata anch'io.
Questa pratica, soprattutto diffusa alla fine degli anni'90, non mi ha mai attirata moltissimo. All'epoca, forse, non riuscivo bene a comprendere l'effettivo valore di un blog; pensavo che se non fosse stato letto da nessuno sarei stata etichettata come "sfigata" e che le persone avrebbero parlato male di me.
Ora, invece, che ho raggiunto la veneranda età di ventisei anni (e ciò dimostra quanto sia maturata: fanculo alla mania di non dire l'età!) ho capito che un blog non serve a voi, serve a me.
Che le persone leggano o no quello che ho da dire è irrilevante, ciò che conta è che possa scrivere un pensiero, una critica, un desiderio, un ricordo e che ciò mi aiuti ad aprirmi e a non tenere tutto dentro, come sono solita fare.
Se questo blog avrà successo o un futuro si vedrà, intanto mi divertirò a dire ciò che penso rivolgendomi sia a voi che a me stessa e forse, insieme, troveremo la chiave di volta dell'intero mondo! ;)
Benvenuti a voi, a me e a questo blog, il cui nome spiegherò nel prossimo post.
Miky.