giovedì 6 settembre 2012

7.9.1958 - 7.9.2012

Ci siamo arrivati, Papi, oggi hai un anno di più.
Un anno che hai visto iniziare ma non finire, del quale non abbiamo foto, ma tanti ricordi (anche se non piacevoli).
Ricordi e lettere.
Tu lo sai che ho mentito nelle mie: ci ho scritto quello che sognavo che accadesse, anche se sapevo che era impossibile, che nemmeno la famigerata Congiunzione Astrale avrebbe potuto cambiare il nostro destino.
C'è stato il tempo per l'odio e la rabbia, ma questi sentimenti non possono trovare spazio in un discorso che riguarda te, così, nel giorno del tuo compleanno, non voglio celebrare la morte ma la vita insieme.
Parlerò delle piccole cose che ci rendevano una famiglia speciale, per nostra stessa ammissione sgangherata, ma unica: non la classica famiglia del Mulino Bianco, ma una famiglia che amava davvero passare del tempo insieme. Non per costrizione, ma per piacere.
Parlerò di tutte le sante mattinate domenicali in cui lo sbattere del tuo rasoio sul lavabo del bagno mi svegliava non più tardi delle nove e mezza... e dei rosari che "tiravo giù" io di rimando.
Parlerò di come mi vendicavo ogni qual volta la puzza di fumo mi faceva girare i cinque minuti e, per ripicca, venivo in cucina dov'eri tu a mettermi lo smalto per le unghie dopo aver usato il solvente... e delle tue madonne, perché odiavi la puzza di smalto quanto io odiavo quella del fumo!
Parlerò della nostra tradizione di andare a vedere il derby di Milano: sul pullman seduti vicini ma allo stadio la partita la si vedeva in due settori differenti, per scaramanzia!
Forse riuscirò a ricordare nei dettagli il giorno in cui venisti nella mia classe, alle scuole medie, durante l'ora di musica a mostrarci il tuo sax e il clarinetto, spiegandoci come funzionavano e suonando per noi... e io, tutta orgogliosa che pensavo "quello è il mio papà!".
Ricorderò anche del pomeriggio in cui mi insegnasti a leggere la musica, quando avevo otto anni, e di quando tu e la mamma mi regalaste la mia prima pianola Bontempi: era piccola, appena due ottave, ma ci ho suonato anni.
Probabilmente sappi che ti rinfaccerò delle due volte in cui mi sono rotta degli arti (mano prima e gamba poi)  e tu in entrambi i casi sei sbottato con un memorabile: "Tanto domani vai lo stesso a scuola!", prima di sapere che avevo una frattura. -____-'
Parlerò infine delle nostre storiche urlate, seguite dopo meno di tre minuti dall'armonia assoluta... e che la fonte di esse spesso era la nostra Inter.
La nostra Inter, la passione che condividiamo; come la prima volta che andammo a San Siro, otto anni fa: fu il mio regalo per la festa del Papà, e da allora non abbiamo più potuto farne a meno.
Ho trovato tanti argomenti di cui parlare, quindi ti aspetto, cerca di venirmi a trovare se ti riesce.
Io per mezzanotte vado a dormire, Papi, ci vediamo nell'unico mondo che ci è rimasto: quello dei sogni.
Intanto Buon Compleanno.


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