Proprio così, non avete letto male: sentirsi in colpa è un'arte.
Sempre più spesso mi trovo a confrontarmi con persone diverse, storie diverse, obiettivi diversi, eppure tutti hanno qualcosa in comune: quello strano, controverso, masochistico senso di colpa che ci opprime.
Forse il tutto nasce dall'idea - a mio avviso errata - che essere egoisti sia sbagliato; ce lo hanno inculcato così profondamente sin dall'infanzia che ora fare qualcosa per sé stessi sembra quasi un peccato mortale.
Per fortuna, recentemente, la corrente di pensiero del "ama te stessa" sta aiutando le persone a riappropriarsi del proprio tempo senza farlo sembrare un crimine.
Io, ad esempio, mi sento in colpa per tantissime cose: anche solo uscire a camminare da sola sembra un'utopia perché mi sento in colpa verso i miei cani che restano a casa e, così, va a finire che invece di fare quelle camminate veloci che tanto mi servirebbero per perdere qualche chilo di troppo, esco con i cani e faccio tre passi e cinque pause annusata/pisciatina!
Ma questo problema è radicato così in profondità da farci sentire terribilmente sbagliate se pensiamo un po' a noi invece che agli altri perché - si sa - le principesse sono sempre altruiste, buone, gentili, educate... praticamente sono delle bambole sorridenti che vivono per servire gli altri.
E' davvero questo lo stereotipo che vogliamo seguire? Essere definite "brave" dalla società vale davvero la nostra infelicità?
Io sono la prima che ha smesso di avere una vita sociale perché impegnata in una relazione a distanza e posso raccontarvi senza timore che all'epoca non uscivo più perché mi sentivo in colpa di divertirmi da sola mentre il mio fidanzato era a casa a migliaia di chilometri di distanza. Lui non mi ha mai chiesto di stare a casa, di preferirlo ai miei amici, ma il mio senso di colpa era troppo forte per potermi opporre ad esso.
E, come questo tipo di senso di colpa, ne esistono a migliaia: la mamma che usa tutto il suo tempo libero per la famiglia, ad esempio. In quante si sono praticamente annullate come donne per dare tutto per i loro figli? Non dico che sia sbagliato, come non penso che sia stato sbagliato il mio rinunciare a tante cose per dare priorità alla mia relazione, però in un punto imprecisato del mio cervello risuona un campanellino d'allarme: dov'è finita Michela?
La Michela che amava fare tardi chiacchierando con gli amici, che passeggiava per ore al ritmo che voleva, che perdeva serate intere leggendo o scrivendo, che spegneva il cellulare solo per ritagliarsi un'oretta per dormire?
Il senso di colpa spesso viene scambiato per il prendersi le proprie responsabilità, questa è la verità.
Ci ripetiamo che abbiamo dei doveri verso i figli, fidanzati, cani, amici e così via, ma in realtà stiamo facendo un torto a noi stessi.
E la cosa peggiore è che ci sentiamo in colpa non solo per le cose che vorremmo fare ma anche per come ci sentiamo! Quante volte vi è capitato di essere felici o immensamente tristi e non dimostrarlo apertamente perché temevate i giudizi altrui? Se persino essere troppo felice è un crimine... non parliamo del sentirsi a disagio!
La verità, secondo me, è che dovremmo dimenticare questi stereotipi antiquati ed egoisti - sì, questo è egoismo: pretendere che una persona non pensi a sé stessa! - e provare a sentirci finalmente liberi.
Liberi di essere noi stessi: con i nostri ritmi, con i nostri sentimenti e di non fare qualcosa solo perché gli altri si aspettano che sia così.
Non c'è nulla di male a fare ciò che ci rende felici, anche se la facciamo per conto nostro.
Ricordatevi sempre che l'unico modo per poter aiutare chi amiamo è prima aiutare noi stessi a stare bene, e non c'è bisogno di sentirci in colpa per questo.

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